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MAI Quartomoro

Il prezzo originale era: 35,00 €.Il prezzo attuale è: 19,20 €.

MAI Quartomoro è il vino rosso sardo di punta della cantina Quartomoro: un IGT Isola dei Nuraghi Rosso ottenuto da un blend di pregiate uve, ed elevato in barrique di rovere francese.

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Descrizione

MAI Quartomoro è il rosso di punta della cantina Quartomoro di Arborea: insieme a Is Bangius, rappresenta una delle etichette della linea Intrecci di Vite e quindi il vertice produttivo dell’azienda, il tentativo riuscito di oltrepassare la già elevata qualità dei vini facenti parte del progetto Memorie di Vite, come BVL, CRG e CNS.

MAI Quartomoro nasce da un sapiente blend di vitigni autoctoni sardi a bacca rossa, caratteristici di zone diverse dell’isola, e a differenza della gran parte dei vini dell’azienda matura per diversi mesi in pregiate botti di rovere. L’intento di Luciana e Piero Cella, con questa etichetta di vino rosso sardo, è stata quella di creare una sorta di summa in rosso della loro linea Memorie di Vite: nato quasi casualmente e legato alle annate migliori, che possano consentire la realizzazione di un vino del genere.

Aspetti produttivi del Mai Quartomoro

I vigneti da cui nasce il vino MAI Quartomoro si trovano sparsi per tutta la Sardegna, a seconda del legame che lega il vitigno allo specifico territorio. E dunque, parte delle vigne sta nel Sulcis, parte nel Coros, a sud di Sassari, parte nel Mandrolisai, parte tra Barbagia e Ogliastra e parte nel Medio Campidano. E ai lettori più attenti, appassionati conoscitori del territorio sardo e delle usanze vitivinicole, non sarà complesso risalire, attraverso i territori, ai vitigni che sono utilizzati in blend in questo vino rosso sardo.

Queste vigne, il cui anno di impianto varia dal 1925 al 1960 – dunque, di vigne vecchie si tratta, atte a produrre pochi grappoli di uva per ceppo, con una grande concentrazione di materia in ogni acino – sono allevate ad alberello, su suoli sciolti che a seconda del territorio possono essere più calcarei – Coros – più sabbiosi – Sulcis – più granitici – Mandrolisai, Barbagia e Ogliastra – più argillosi – Campidano di Terralba – con rese per ettaro intorno ai cinquanta quintali. Tutto questo comporta una grande eterogeneità di terroir, e dunque mosti atti a produrre vini complessi e profondi.

Va da sé che le vendemmie avvengano in diverse momenti dell’anno, a seconda dell’epoca di maturazione dell’uva, e sono rigorosamente manuali. Si procede quindi con vinificazioni separate, con macerazione delle bucce nel mosto per sette giorni circa e fermentazione a temperatura di circa 30° C mediante lieviti autoctoni, con follature manuali. Una volta conclusa la vinifcazione, MAI Intrecci di Vite matura in barrique di diversa tostatura ed età, per dodici mesi circa. L’assemblaggio delle masse precede l’affinamento in bottiglia, e la successiva messa in commercio.

La nostra analisi del vino

Una volta versato nel calice, MAI Quartomoro mostra un rosso carminio profondo e fitto, caldo e impenetrabile, e buona resistenza alla roteazione, segno di un vino ricco di estratto secco.

Al naso questo vino rosso sardo dimostra intensità, complessità ed eleganza: il suo è un frutto maturo e nero, come il ribes ed il mirtillo, a cui vanno ad aggiungersi i toni balsamici della macchia mediterranea, ricordi di sottobosco, uno speziato di pepe e macis, e ricordi di menta e liquirizia.

In bocca MAI Quartomoro è un rosso dal gusto avvolgente, materico nel suo ingresso, morbido e caldo nel sorso, succoso e sostenuto da una nobile trama tannica. Intrigante la sua sapidità, che ciude il sorso e va a sospingere gli aromi retronasali, di frutti neri, spezie e scorze di agrume disidratate, contribuendo ad acuire la piacevolezza e quindi l’equilibrio dell’esperienza gustativa.

Qualche suggerimento di abbinamento

MAI IGT Isola dei Nuraghi Rosso Quartomoro è un vino rosso sardo di grande struttura e complessità, che per quanto possa dare piacere ed eleganza al nostro aperitivo, preferiremmo stappare in occasione di una tavola imbandita e portate di una certa ricercatezza.

E quindi, concediamocelo con un antipasto grasso e intenso come gli sformatini di groviera e parmigiano; con un primo come le lasagne con lo speck ed il gorgonzola; con secondi di terra come il filetto con i funghi porcini, o con grandi classici della tradizione alpina come il capriolo in salmì con polenta taragna.

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