Descrizione
Tuvi Tuvi: un’espressione onomatopeica tipicamente cagliaritana, che indica il cadere improvvisamente e rovinosamente davanti. E se tuvi tuvi è il nome di una birra, immaginiamo di una Blonde Ale, possiamo ben intendere il significato recondito che Nicola Perra e Isidoro Mascia del birritifio Barley di Maracalagonis abbiano voluto presumere!
Lo stile
Secondo una scuola di pensiero l’origine delle Blonde Ale si perde nel Medioevo, nei laboratori dove i monaci brassavano la birra ad uso del monastero. Nacquero insomma come birre d’abbazia, più leggere e beverine rispetto a quelle che noi oggi consideriamo come tali – Tripel e Belgian Strong Ale come la Toccadibò e la Malacoda, per fare esempi relativi alla scena sarda. Birre chiare, dal carattere fresco, che i monaci amavano bere per dissetarsi – ricordiamoci che fino ad un secolo fa la disponibilità dell’acqua potabile non era così diffusa, e gli alcolici erano ritenuti più salutari delle acque stagne e puzzolenti che spesso di pescavano dai pozzi o dalle cisterne – senza appesantirsi. L’evolvere dei tempi portò al perfezionarsi delle ricette, e da birre di produzione squisitamente monastica divennero birre di produzione insutriale o artigianale, diffondendosi in tutto il mondo.
Secondo un’altra corrente di pensiero, invece, la loro nascita fu una reazione al successo delle Lager Pils al momento della loro comparsa, durante il XIX secolo, così come lo furono le Helles in Germania e le Pale Cream negli Stati Uniti. In Belgio, le Blonde Ale risentirono di quella che era la tradizionale brassicola belga, quindi alta fermentazione con utilizzo di lieviti Saccharomyces cerevisiae, capaci a differenza del carlsbergensis di conferire note aromatiche, adottando però l’utilizzo di malti Pils, di luppoli solitamente di importazione europea, come Saaz, Styrian Glondings e East Kent Goldings e tavolta l’utilizzo di spezie e aromi come il coriandolo o lo zenzero.
Al di là dell’origine, lo stile Blonde Ale è ad alta fermentazione e si contraddistingue per il colore dorato e un cappello bianco candido, profumi fruttati e più complessi rispetto alle Lager, scorrevolezza di beva, moderato tenore alcolico ed equilibrio tra acidità, amaro e morbidezze. Caratteri che ritroviamo pienamente espressi nella nostra Tuvi Tuvi.
Nel bicchiere
Un luminoso giallo dorato riempie il calice nel momento in cui versiamo la nostra Tuvi Tuvi, vivace e luminoso, e sormontato da una candida spuma bianca, pannosa e aderente.
Un naso ricco racconta di frutta a pasta gialla e tropicale matura, snocciolando i toni dell’ananas e della banana, dell’albicocca e del cedro, di fiori di campo come la camomilla e il fiore di sambuco, di spezie come il cardamomo ed il sandalo, di melissa ed erbe aromatiche.
In bocca entra secca e delicatamente amaricamente, dal sorso fresco e di moderata scorrevolezza, ricco di aromi.
Suggerimenti di degustazione
Sorseggeremo la nostra Tuvi Tuvi all’aperitivo accompagnandola con una porzione di patate a fette fritte con la loro buccia, di latterini e salvia in pastella. A tavola emozionerà se bevuta con un calzone ripieno di prosciutto e funghi, con un piatto primaverile come i fusilli con panna, porsciutto e piselli, con le scaloppine di pollo al vino bianco.
Disponibile anche in formato da 750 ml.







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